Il Paese

 

La Scheda del Comune
Numero abitanti: 2.114 (Maschi 1.071 Femmine 1.043)
Denominazione: Donori
Superficie: 35,2 Kmq
Altitudine: 141 m s.l.m.
Santo Patrono: San Giorgio

Territorio

Circondato da dolci paesaggi collinari dominati da colture di vigneti ed olivi, il paese di Donori è orientato verso nord e si dispone ai piedi di un rilievo isolato, il Monte Zurru, che stabilisce un limite naturale per l’abitato, ma risulta contemporaneamente attestato lungo il tracciato della linea ferroviaria che collega i centri del Parteolla, Dolianova, Soleminis, Barrali, Serdiana, inoltrandosi verso l'interno.

Un altro limite naturale che orienta anche la conformazione del paese é definito dal corso d'acqua del rio Coxinas che scorre secondo una direzione est ovest, formando una fascia lineare, lungo la quale si delineano le coltivazioni orticole ai bordi del paese.

Il territorio di Donori ė esteso per circa 35 kmq e confina con il territorio di Barrali, Samatzai, Sant'Andrea Frius, Serdiana ed Ussana, mentre verso est il paesaggio collinare si congiunge alle alture del massiccio del Sarrabus Gerrei

Il territorio si articola secondo due principali porzioni nelle quali prevalgono gli usi agricoli: la parte più pianeggiante attorno al paese è dedicata alle colture estensive, alla tradizione della vite e dell'olivo, la parte più rilevata alla pratica dell'allevamento.

Il territorio del comune é percorso dalla strada statale SS 387, importante corridoio di comunicazione che nei secoli ha favorito gli scambi con i comuni localizzati nelle zone più interne, dalle quali giungevano i flussi della transumanza provenienti dai centri del Gerrei e delle Barbagie.

Storia e tradizioni

Il territorio collinare, la fertilità dei suoli e la leggera altitudine rispetto alla costa della regione del Parteolla costituivano fattori significativi per l’insediamento di attività umane fin dalle epoche più remote. Il territorio di Donori conserva tracce e testimonianze archeologiche come diversi nuraghi, il più importante dei quali è S’Omu de S’Orcu.

Nel territorio sono state rinvenute numerose sepolture attribuite all’epoca romana, alcune localizzate nella località Santa Barbara risalenti al periodo imperiale. Nelle aree circostanti la chiesetta campestre di San Nicola sono stati individuati i resti di una villa romana ed una iscrizione.

Nel medioevo, fra il 1219 e il 1503, Donori appartiene al giudicato di Cagliari, Curatoria di Parte Olla, passando poi ai Pisani ed agli Aragonesi. Per oltre un secolo il paese fu disabitato, fino al 1619 quando il villaggio viene ripopolato da genti provenienti da paesi vicini, per opera del feudatario locale allo scopo di sfruttarne le potenzialità agricole.

Successivamente il paese cade sotto il dominio piemontese. A quest’ultimo periodo è riferibile la costruzione della chiesetta campestre della Madonna de Sa Defenza, ora sede di una festa tradizionale molto sentita dalla popolazione locale.

Fra le altre attività del passato, in località S’Ortu Becciu, si trova la vecchia miniera di piombo argentifero, attiva per oltre un secolo sino al 1960. Notevole fino agli anni ’50 l’estrazione del granito dalle cave di Tuvu e Santa Barbara.

Paesaggio e beni culturali

Il paesaggio è dominato dall’arco dei rilievi del Sarrabus Gerrei che costituiscono un anfiteatro naturale entro il quale si apre la distesa delle colline che circonda il paese. Le attività umane hanno modellato il paesaggio collinare con coltivazioni estensive erbacee, di olivi e vigneti fra cui le varietà del Bovale, del Cannonau, del Nuragus e del Moscato di Cagliari. La quinta naturale del paese è costituita dal versante settentrionale del Monte Zurru che svetta sul paese, territorio sede di pascoli.

Lungo l’arco collinare che circoscrive il territorio comunale è presente la località Santa Barbara, sede di ritrovamenti dell’epoca romana, ed alcune testimonianze dell’epoca nuragica, fra cui il Nuraghe Santa Barbara e Perda Niedda. Nel territorio sono presenti il Nuraghe Mannu e la Tomba dei Giganti, le Terme Romane e la Chiesa di Santa Maria di Bangiargia, le vestigia della Chiesa di San Nicola di Tradori e la vecchia miniera di piombo argentifero nella località di S’Ortu Becciu.

La chiesa di San Giorgio (XVII sec.), il complesso del Monte Granatico e del Vecchio Municipio, l’antico pozzo Sa Mitza de Sa Comunidadi costituiscono il fulcro del paese dove molte case sono realizzate con i tradizionali ladiri (mattoni in terra cruda) o in granito. All’ingresso del paese la chiesetta campestre della Madonna di sa Defenza, legata ad una antica leggenda, costituisce un forte legame fra la popolazione, il territorio rurale e le tradizioni religiose e culturali.

 

FONTE: www.parteolla.it

Data di ultima modifica: 22/03/2017


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